Quanto bisogna investire per realizzarlo?

Parallelamente al miglioramento delle prestazioni, negli ultimi anni si è avuto anche un sensibile calo del costo dei componenti.

Nel caso di impianto finalizzato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, in una abitazione monofamiliare, l'investimento necessario è ridotto a poche migliaia di Euro, che possono diventare una decina, o poco più, per disporre anche di un significativo contributo al riscaldamento dell'abitazione. La maggior parte del costo è dovuta all’acquisto dei materiali, di cui i collettori rappresentano la percentuale più alta.

Naturalmente una corretta preventivazione non può prescindere da un sopralluogo che valuti accuratamente gli aspetti peculiari del sito. Lo spazio necessario per un impianto solare termico in grado di coprire il 70% del fabbisogno di acqua calda sanitaria in una famiglia di 4 persone è pari a circa 5 mq. Nel caso di copertura anche di un 30% del fabbisogno termico per il riscaldamento la superficie necessaria sale a circa 15 mq.

Il costo annuo di manutenzione è in generale piuttosto basso: normalmente nelle analisi economiche si stima in circa il 3% del costo d’impianto, da conteggiare sull’intera vita minima, convenzionalmente fissata in 20 anni. In tale stima sono compresi anche gli eventuali costi di manutenzione straordinaria, dovuti alla sostituzione di qualche componente secondario.

Il ritorno economico è sempre molto interessante grazie ai costi abbastanza limitati di questa tipologia di impianti. Grazie ai contributi pubblici disponibili e agli sgravi fiscali, è possibile migliorare ulteriormente la convenienza del solare termico. Il tempo di ritorno economico dell’investimento è pertanto da valutare, oltre che sulla base dei dati d’impianto (costo, insolazione, fonte tradizionale sostituita e suo costo, ecc.), anche dalla presenza o meno di tali incentivi.